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Domenica 18 Marzo 2007, ritrovo alle ore 8.15 sotto l’Arco di Costantino per la foto di gruppo con gli altri Runners Bergamo.
C’è chi arriva più spavaldo, chi tranquillo per l’esperienza accumulata in anni di gare, e chi più impaurito (come il sottoscritto).

Gruppo Runners BG

Fatta la foto di rito, come d’accordo aspetto il mio collega Francesco che non arriva, (si farà la sua prima maratona solo soletto, finendola: complimenti) e allora mi avvio verso la gabbia di partenza.

La tensione è molto alta e anche se cerco di dissimularla salutando le mie “fans” e facendo esercizi di respirazione, i minuti non passano mai, ed il momento dello sparo è quasi una liberazione.

Si parte, ed un fiume di gente segue i passi velocissimi dei Top-Runners.
Io sono piazzato in griglia mooolto indietro, e posso cominciare a corricchiare solo 500-600mt dopo la partenza.
I primi km passano ma io vado subito in crisi, a causa del nervosismo accumulato…si fa dura da subito.
In questo tratto c’è da segnalare lo spettacolare passaggio in via della Conciliazione, con vista su Piazza San Pietro, banda musicale e folla incitante.

Corro in sofferenza fino alla mezza, ottenendo un intertempo scarso anche rispetto al mio solito passo dei lunghissimi.
Poi, per qualche km riesco a rilassarmi, ed a mantenere un ritmo più costante, una corsa meno contratta e tesa, in più mi idrato e mi alimento abbastanza bene, tenendo duro fino al 30°km.
Poco dopo il ristoro del 30°, vacillo parecchio alla vista del punto di raccolta dei ritirati, belli seduti e con una bevanda fresca in mano, ma il pensiero dura solo un’attimo, non esiste fermarsi adesso!

Poi, paradossalmente, in uno dei punti più anonimi del percorso, cresce dentro di me la consapevolezza e la tranquillità.
Forse perchè vedo parecchia gente camminare, mentre io ho ancora benzina, forse perchè l’ingresso nel centro storico, da Piazza Navona in poi, non fa altro che galvanizzarmi per il pubblico urlante e le bellissime scenografie che offre la Città Eterna, nonostante il caldo che comincia a farsi opprimente ed i sampietrini sulla strada che rendono la corsa più difficoltosa.
Passo in Piazza del Popolo, poi in Piazza di Spagna, sono in trance, ma è anche vero che sono al 38°km!

Da qui in poi mi fermerò a camminare per un centinaio di metri ad ogni spugnaggio e ad ogni ristoro per recuperare quel minimo di energie che mi devono portare fino al traguardo.
Ora il percorso si fa ondulato, con qualche saliscendi, coltellate per gambe che hanno già quasi 40km sul groppone.
Proseguo, sempre più stanco ma sempre più tranquillo e passo in Piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria, dove mi rendo conto che è praticamente fatta.

Al 41°km, nei dintorni del Circo Massimo, gli organizzatori hanno pensato bene di inserire una salita, ma i miei muscoli hanno altrettanto pensato bene di superarla camminando.
Inizia la discesa, ed eccolo, il gonfiabile che segnala l’ultimo km!
Da qui in poi è una somma di emozioni diverse; è il continuo guardare i lati delle transenne per trovare la mia Manu ed i miei famigliari; è il non capire più nulla; è il continuo far girare le gambe in completo automatismo.

La strada curva leggermente a destra, vedo lo striscione del traguardo, sento urlare il mio nome, non ci posso credere, mi metto le mani in faccia, non so dove guardare, non so cosa fare, tant’è che mi dimentico di guardare il cronometro ufficiale e di fermare il mio.
Non importa, ho finito la mia prima Maratona, mando un bacio ad Emanuela, abbraccio mio zio , mi faccio infilare la medaglia al collo,la osservo.
Non ci credo ancora.
Grazie Roma.

Per la nuda cronaca:
Tempo finale: 04.21.03 - Real Time: 04.17.30


1 commento su “Maratona di Roma 2007- Il racconto”  

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